giovedì 9 aprile 2015

Imparare a pensare.... che significa?



Quanti pensieri inutili attraversano la nostra mente e ci procurano anche reazioni fisiche ?
Centinaia al minuto sono i pensieri che ci fanno vivere angoscia di tutti i tipi, che prevedono negativamente la nostra vita ...
Siamo schiavi della mente, siamo il sabotatore di noi stessi e non lo sappiamo fino a che non ne diveniamo consapevoli.
Imparare a gestire la mente, vuol dire essere liberi di pensare ciò che desideriamo.
La gestione della mente è una delle cose più importanti che insegniamo nei nostri seminari.
Quando si prende consapevolezza del fatto che sono i pensieri a creare la nostra realtà... si apre un nuovo mondo...
Ma è qui che inizia la ginnastica mentale, indirizzare il pensiero e non lasciarlo libero di cascare ed affondare nei buchi neri che ci sono in ognuno di noi.

lunedì 16 marzo 2015

mindfulness



Il mindfulness, in ambito psicologico, significa "consapevolezza" dei propri pensieri, emozioni e comportamenti.
E' una pratica di meditazione buddista che aiuta avere accettazione di sé, attraverso una maggiore consapevolezza.
Perché non cercare di metterla in pratica, nella vita quotidiana?
Con la minduful walking, ad esempio, la meditazione applicata alla camminata!
Passeggia 20 minuti al giorno, prestando attenzione alle sensazioni che ti rimanda il tuo corpo (dai piedi, fino alla testa).
Poi, sposta la tua attenzione sul respiro ed, infine, concentrarsi su ciò che ti sta intorno (suoni, colori, odori).
La mindfulness, praticata con continuità, aiuta a ridurre, stress, ansia e depressione... dunque ti aiuta a raggiungere benessere emotivo.
A proposito di benessere emotivo, ti segnaliamo che, il 18 aprile, ci sarà il nostro seminario sul benessere emotivo: come trasformare ansia, rabbia e paura in energia positiva!

lunedì 9 marzo 2015

I pensieri, condizionano la nostra esistenza!





Parliamo sempre di come i pensieri, condizionano la nostra esistenza, ci creano angosce inutili, ci fanno vivere male.
La gran parte delle persone ha pensieri negativi.
La gran parte di questi pensieri da dove vengono?
Ci pensate ...riuscire ad essere leggeri, non vivere più queste ambascie ed assaporare ogni momento della nostra vita, liberi da ogni ansia, da ogni paura.

Provate a fare questo esercizio...
mettetevi ad osservare i vostri pensieri, noterete con quanta velocità vi attraversano la mente, sono centinaia, migliaia.
State solo ad osservarli.
Quando avrete consapevolezza di quel che avviene nella vostra mente,
fate dei respiri profondi, rilassatevi ed appena arriva un pensiero chiedetevi da dove viene?
In quel preciso istante avete il potere di arrestarlo e sarete nel vuoto.
Fate spesso questo esercizio diventerete sempre più bravi,
in questo modo inizierete il processo di controllo dei pensieri .

www.psicodangelo.it

venerdì 20 febbraio 2015

Come reagiamo allo stress?




Capacità di adattamento e resistenza allo stress sono diversi in ognuno di noi. L'importanza di imparare ad ascoltare i sintomi fisici e capire cosa vogliono dirci.
Imparare a gestire stress ed emozioni negative è la strada per il benessere.
Come reagiamo allo stress?
Come avevo già avuto modo di spiegare in un precedente articolo, esiste una stretta relazione tra mente e corpo, emozioni negative e organi. Ogni  emozione negativa arriva dalla mente al corpo, si ferma su uno o più organi ed anche alla sua struttura scheletrica. Quali organi vanno a colpire le emozioni negative? Per rispondere a questa domanda bisogna tener conto del fatto che ogni persona ha una sua struttura caratteriale, dunque la reazione allo stress è diversa in ciascuno. Ognuno di noi ha infatti un’emozione predominante, proviamo a fare ordine.
La persona Rabbia è quella persona che reagisce allo stress con la rabbia. Può esprimerla, farla esplodere, o anche reprimerla. In ogni caso, nella persona Rabbia le emozioni negative e lo stress hanno come organi bersaglio fegato-cistifellea-cuore. Non a caso, nel linguaggio comune si dice che "mi sono tanto arrabbiato che mi si è fatto il fegato grosso".
La persona Paura ferma invece le sue emozioni negative sul rene, soffre di ritenzione idrica, a volte la mattina mettendo i piedi a terra sente come delle punture di spilli, potrebbe soffrire anche di allergie, riniti, ha necessità di spazi aperti.
Infine, la persona Ansia somatizza le emozioni negative su stomaco e pancreas. Nello stomaco, in particolare, si raccolgono le tensioni riguardanti il rapporto con gli altri.
Portate alle estreme conseguenze la persona Paura e la persona Ansia possono arrivare alla depressione.
Capacità di adattamento e resistenza allo stress sono diversi in ognuno di noi, ma in ogni caso è importante imparare ad ascoltare i sintomi fisici che le emozioni scatenano nel nostro organismo e capire cosa vogliono dirci. Cos'è un sintomo? E’ la manifestazione di un conflitto che non sappiamo gestire. Pensiamo dunque al nostro sintomo e poniamoci qualche domanda: quando si è manifestato, che cosa stavamo vivendo nella nostra vita? Oppure torna periodicamente quando accade che…?
La sciatica ad esempio, o il famoso “mi sono bloccato”, ci dice che non sappiamo come andare avanti.
Le persone che spesso cadono o sono vittime di distorsioni di caviglia sono dei sognatori, il loro contatto con la realtà è difficile.
Il dolore cervicale è il campanello d'allarme che siamo arrabbiati o sentiamo il peso del mondo sul collo.
Quando si soffre di reflusso gastro-esofageo è segno che proprio non si riesce a mandar giù qualcosa: lo stomaco è infatti l’eco della vita sociale, delle relazioni con gli altri.
Dolore alla spalla o al gomito possono significare che non sappiamo che decisione prendere.
er quanto riguarda i bambini, sappiamo che apprendono tutto dai genitori, sono come delle spugne che assorbono tutto. Molti pediatri, oggi, ammettono che il famoso reflusso gastro-esofageo dei primi mesi di vita è il risultato delle ansie genitoriali.
Potrei andare avanti all'infinito... Ma come migliorare tutto questo? Il sentiero della consapevolezza è la risposta. Imparare a gestire le proprie emozioni, soprattutto quelle negative, è importante per il benessere psico-fisico. Non tutti sono in grado di farlo. A queste persone sono dedicati i nostri seminari, all'interno dei quali si parla di emozioni, di rabbia in particolare, e dei loro effetti sulla salute e sulla qualità della vita. L'obiettivo dei seminari è imparare a gestirle attraverso tecniche corporee e cognitivo-comportamentali per vivere più liberi.

Patrizia Fazio
Osteopata

giovedì 22 gennaio 2015

ciclo di seminari

APPUNTAMENTI SUL SENTIERO DEL BENESSERE




la Dott.ssa Virginia D'Angelo, PSICOLOGA-PSICOTERAPEUTA
e la Dott.ssa Patrizia Fazio, OSTEOPATA D.O.
terranno a Napoli i seminari aperti a tutti:

  • "La RABBIA, impariamo a gestirla" sabato 28 febbraio 2015 

  • "L'ANSIA come combatterla" sabato 21 marzo 2015 

  • "La PAURA, come gestirla" sabato 18 aprile 2015 

Orari: 10:30 - 13:00, 14:00 - 17:00. Dalle 13:00 alle 14:00 BUFFET

Costo del singolo seminario 40 euro (tutto incluso)
info e prenotazioni: 338 35 71 114 oppure 380 31 74 687
E-mail osteopatia.fazio@gmail.com

Gli eventi si terranno a NAPOLI, nei pressi di Piazza Dante, prenotazione obbligatoria.

lunedì 12 gennaio 2015

In ricordo di Maurice Audouard

Maurice Audouard


Maurice Audouard direttore del CERDO, grande osteopata e grande MAESTRO ci ha lasciati cosi all'improvviso come fanno i grandi.
Maurice è stato il mio MAESTRO e quello di tanti altri colleghi osteopati, tutti quelli che hanno frequentato il CERDO.
Maurice grande pioniere dell'osteopatia in Italia, ha creato una scuola di grande importanza ed ha formato noi.
Maurice tu ci hai insegnato che il sapere costa tanti sacrifici ma è la passione, il fuoco sacro del sapere che hai acceso in noi ci ha fatto andare avanti per sei lunghi e difficili anni e ci fa proseguire ora nella professione.
Chi è un Maestro?
E' qualcuno che, se hai la fortuna di incontrare nella vita, lascia un segno indelebile, ogni suo insegnamento ti torna continuamente alla memoria, qualcuno che hai come modello irraggiungibile, il mito!
Ti penso ogni volta che lavoro, che tocco un paziente, che mi chiedo se ho fatto abbastanza per aiutare questa persona, che mi pongo con umiltà davanti al caso e senza alcuna boria come tu hai sempre insegnato.
Maurice GRAZIE sono stata fortunata ad incontrarti e poi ci incontreremo di nuovo...

Au revoir MAURICE

mercoledì 3 dicembre 2014

La salute sta nell’equilbrio


risponde l’osteopata Patrizia Fazio:
così si cura l’ernia del disco


Diffusissima è tra i motivi più frequenti di consulto l’ernia del disco si manifesta generalmente in una età compresa tra i 40 ed i 55 anni. Ma le cattive abitudini del vivere contemporaneo portano sempre più spesso ad una sofferenza anche in soggetti molto più giovani. Ne parliamo con l’osteopata Patrizia Fazio:
«L’ernia del disco consiste nella rottura dell’anulus fibroso che contiene il disco presente tra un corpo vertebrale e quello sottostante. La colonna vertebrale dà protezione al midollo, erniandosi il disco va a comprimere il midollo e quindi le radici nervose che da esso si dipartono per giungere agli arti inferiori per la colonna lombare e gli arti superiori per la colonna cervicale».
Quali sono le sedi più frequenti?
«La zona lombare bassa e la zona cervicali bassa, questo accade perchè a questi livelli le vertebre hanno un grado maggiore di libertà, rispetto ad altri livelli vertebrali».
Come interviene l’osteopatia?
«In sostanza con il lavoro osteopatico, il corpo ritrova un nuovo equilibrio da ogni punto di vista, vertebrale, viscerale, organico e di conseguenza anche posturale. E’ chiaro infatti che se si è giunti alla sofferenza da ernia, la nostra struttura non lavorava in buona armonia, all’osteopata la funzione di rimuovere le cause di questo cattivo funzionamento».
Quali possono essere le cause?
«Le cause possono essere molteplici e risiedere anche in distretti lontani dalla sede dell’ernia, per fare un piccolo esempio, una caviglia dolente può determinare un cattivo appoggio e creare uno squilibrio, o anche un cattivo funzionamento dell’ articolazione temporo mandibolare».
E’ vero che con l’avanzare dell’ età il dolore diminuisce?
«Poichè i dischi vanno incontro a sempre maggiore disidratazione, dunque diminuiscono di volume, dopo i 55-60 anni, la sofferenza da ernia discale è deatinata ad attutirsi».